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Nuova uscita: N.Aleotti, Corcira e la sua perea. Archeologia del culto in età arcaica e classica

Tag: Pubblicazione, Corcira, Epiro, Albania, Archeologia del Culto, Età Arcaica e Classica

Pubblicato il 3 giugno 2026

Nuova uscita: N.Aleotti, Corcira e la sua perea. Archeologia del culto in età arcaica e classica

Nadia Aleotti, Corcira e la sua perea. Archeologia del culto in età arcaica e classica (Fine VIII-IV secolo a.C.), Pisa, Edizioni ETS 2025 - ISBN: 9788846772954

Nel quadro delle ricerche della Missione Archeologica della Sapienza in Albania e grazie a un finanziamento per Progetti per Avvio alla Ricerca della stessa università, è stato pubblicato il volume di N. Aleotti Corcira e la sua perea. Archeologia del culto in età arcaica e classica (Fine VIII-IV secolo a.C.), all’interno dell collana Diabaseis (12).

Il volume trae origine dalla necessità di approfondire i rapporti fra l’Epiro e la vicina realtà di Corcira, colonia corinzia sull’isola di Corfù. L’interesse per l’archeologia dell’isola si è sviluppato nell’ambito delle missioni archeologiche in Epiro, la regione continentale posta di fronte all’isola, dove la presenza corcirese è attestata lungo la fascia costiera per tutta l’età arcaica e classica. Con il termine perea si indica proprio quel territorio continentale soggetto al controllo o all’influenza di un’isola antistante: nel caso di Corcira, tale proiezione sulla terraferma epirota è documentata sia dalle fonti storiche sia dai dati archeologici dei siti costieri, che restituiscono un linguaggio materiale corinzio-corcirese.

Tuttavia, il naturale confronto dei dati archeologici dall’Epiro costiero con quelli dalla colonia corinzia di Corcira si è da subito rivelato molto difficoltoso, a causa dello stato della conoscenza archeologica dell’isola di Corfù. Nonostante la ricchezza delle fonti storico-letterarie e i numerosi studi dedicati alle origini della colonia corinzia di Corcira, alla sua fondazione (fine VIII sec. a.C.) e ai suoi rapporti con Corinto, la perea e le subcolonie, la consocenza dell’archeologia di Corcira rimane ancora abbastanza lacunosa. I contesti meglio editi riguardano alcuni santuari (Artemision, tempio di Kardaki, santuario di Era) indagati però quasi esclusivamente sotto il profilo architettonico, mentre la città arcaica e le sue fasi successive sono documentate per lo più da scavi d’emergenza noti da brevi report e pubblicazioni di limitata diffusione.

In questo quadro, la ricerca si è concentrata sull’archeologia del culto per due ragioni principali. Da un lato, i contesti sacri offrono una prospettiva privilegiata per indagare il rapporto tra cultura materiale e sovrastrutture ideologico-religiose, nonché il valore simbolico attribuito agli oggetti e agli spazi del rituale, aspetti che si è cercato di approfondire attraverso l’analisi delle evidenze archeologiche prese in esame; dall’altro, all’avvio della ricerca, i dati disponibili dalla perea per l’età arcaico-classica provenivano in larga parte da contesti sacri (acropoli di Butrinto, sito di Mastilitsa), rendendo naturale il confronto con gli stessi tipi di evidenze dall’isola.

Il volume propone dunque una revisione sistematica delle attestazioni di culto dalla colonia corinzia di Corcira e dalla sua perea tra l’VIII e il IV secolo a.C., e quindi dalla fondazione coloniale alla prima età ellenistica, quando Corcira perde il controllo dei territori continentali. I dati sono raccolti in un catalogo ragionato di 58 schede, articolate in cinque sezioni topografiche, che registrano tutte le attestazioni di culto edite del periodo, escludendo i contesti funerari. In ciascua scheda, l’analisi dei reperti non si limita alla classificazione tipologica, cronologica e di provenienza, ma tenta di passare dal piano materiale a quello rituale e simbolico, proponendo, nei casi più favorevoli, nuove considerazioni sulla cronologia, sulla natura dei contesti, sulla topografia urbana e sui rapporti con le vicende storiche note per l’isola.

Il lavoro si configura dunque innanzitutto come una sintesi ragionata dell’edito, ma anche come punto di partenza per future ricerche: la messa a sistema dei dati disponibili consente di avanzare nuove ipotesi sulle identità cultuali, sulla loro evoluzione storica e sui rapporti con la perea, evidenziando al contempo l’ampio potenziale ancora inespresso dell’archeologia di Corcira.

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